logo-standard logo-retina
Lugano
  • Cucina
  • Pittore che osserva il paesaggio

Valerio Adami nasce a Bologna nel 1935 e si forma all’Accademia di Brera tra il 1951 e il 1954, studiando con Achille Funi. Fin dagli esordi manifesta un interesse per la struttura dell’immagine più che per la sua resa naturalistica. Tra il 1957 e il 1960 viaggia a lungo tra Londra, Parigi e New York, entrando in contatto con artisti, scrittori e filosofi che segneranno profondamente la sua visione.

A partire dai primi anni Sessanta, Adami sviluppa il suo linguaggio inconfondibile: campiture piatte di colore, contorni neri netti, composizioni frammentate che rimandano a una narrazione mentale più che visiva. Nel 1964 partecipa a documenta III a Kassel, consolidando la sua posizione sulla scena internazionale. Per Adami, la pittura è uno strumento di pensiero: come scrive lo stesso artista: «Il disegno è una forma di scrittura: la pittura pensa.»

Tra gli anni Settanta e Novanta realizza grandi cicli pittorici ispirati alla letteratura, alla storia politica e alla memoria personale, esponendo in istituzioni come il Centre Pompidou e il Museo Reina Sofía. Ancora oggi, la sua opera si distingue per la capacità di trasformare l’immagine in un campo di riflessione critica e culturale.