Victor Vasarely è unanimemente considerato il fondatore dell’Op Art, un movimento che ha trasformato la percezione visiva e che ancora oggi influenza arte, design, architettura e media visivi. Nato nel 1906 a Pécs, In Ungheria, Vasarely abbandona gli studi medici per dedicarsi all’arte, iscrivendosi alla prestigiosa scuola Műhely di Budapest, centro di studi sul Bauhaus e sulla modernità.
Negli anni Cinquanta, Vasarely elabora quello che lui stesso definisce “alfabeto plastico” — un sistema di forme e colori combinabili all’infinito per creare illusioni ottiche e tensioni dinamiche. Con la serie Folklore Planetario e opere come Sirius II, le sue composizioni geometriche interconnesse producono vibrazioni visive capaci di coinvolgere direttamente lo sguardo dell’osservatore. Vasarely non si limita alla pittura: le sue teorie integrano arte, architettura e ambiente, e nel 1976 fonda la Fondazione Vasarely ad Aix-en-Provence, centro di ricerca e sperimentazione artistica. Dopo decenni di mostre internazionali e imprese progettuali, muore a Parigi nel 1997 lasciando un’eredità visuale che ha ridefinito i confini tra forma e percezione.
Una sua celebre osservazione sintetizza l’ambizione del suo lavoro: «L’arte deve essere comprensibile a tutti: un linguaggio universale di forme e colori.»