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Lugano
  • La nuova polaroid
    1974
    Acrilico su tela
    100 x 81 cm

Biografia di Valerio Adami

La formazione tra Bologna, Milano e Venezia (1935–1957)

Valerio Adami nasce a Bologna il 17 marzo 1935; nel 1944 la famiglia si stabilisce a Milano. Il suo percorso di formazione passa per l’atelier di Felice Carena, per l’incontro a Venezia con Oskar Kokoschka e infine per l’Accademia di Brera, dove studia disegno con Achille Funi. Fin dagli esordi manifesta un interesse per la struttura dell’immagine più che per la sua resa naturalistica.

Da Londra a New York: la nascita di uno stile (1958–1969)

Dal 1958 comincia una vita di viaggi che lo porterà a lavorare in molte città d’Europa e negli Stati Uniti, entrando in contatto con artisti, scrittori e filosofi che segneranno profondamente la sua visione. A Londra conosce da vicino la pittura di Francis Bacon, mentre nel 1959 tiene la sua prima mostra personale alla Galleria del Naviglio di Milano. All’inizio degli anni Sessanta sviluppa il suo linguaggio inconfondibile: campiture piatte di colore, contorni neri netti, composizioni frammentate che rimandano a una narrazione mentale più che visiva. È uno stile che si colloca all’incrocio tra la Pop Art e la Nuova Figurazione europea, e che lo avvicina ai protagonisti del Pop italiano come Mario Schifano. Nel 1964 partecipa a documenta III a Kassel e nel 1968 alla Biennale di Venezia, consolidando la sua posizione sulla scena internazionale. Del 1966 è il ritratto di Nietzsche, primo di una lunga serie di “ritratti letterari” dedicati a scrittori e pensatori.

Il “pittore di idee”: letteratura, mito e memoria (1970–1999)

Dal 1970 lavora in esclusiva con la Galerie Maeght e dal 1971 apre uno studio a New York, dove tornerà per alcuni mesi ogni anno. Per Adami la pittura è uno strumento di pensiero, e il disegno ne è sempre il punto di partenza: l’artista stesso ha paragonato la linea alla parola scritta e il colore alla voce che le dà suono. Tra gli anni Settanta e Novanta realizza grandi cicli pittorici ispirati alla letteratura, al mito, alla storia politica e alla memoria personale, in cui figure ed elementi di epoche diverse convivono in una dimensione sospesa che ricorda quella di Giorgio de Chirico. Il suo lavoro dialoga con scrittori e filosofi come Jacques Derrida, Octavio Paz e Italo Calvino, che nel 1980 gli dedica le Quattro fiabe d’Esopo per Valerio Adami.

Nel 1985 il Centre Pompidou di Parigi gli dedica un’importante retrospettiva, presentata l’anno successivo a Palazzo Reale a Milano. Nel 1988 lo Stato francese gli commissiona il ritratto del compositore Pierre Boulez e nel 1989 dipinge grandi opere per il foyer del Théâtre du Châtelet di Parigi. Seguono la retrospettiva all’IVAM di Valencia (1990) e la mostra al Museo Reina Sofía di Madrid (1991). Nel 1993 disegna l’etichetta per una storica annata 1926 del whisky The Macallan, bottiglia che nel 2023 ha stabilito un record d’asta.

Dal Lago Maggiore alla scena internazionale (2000–oggi)

Nel 2000 a Meina, sul Lago Maggiore, dove vive, nasce la Fondazione Europea del Disegno. Nel 2024 Palazzo Reale a Milano ha celebrato i suoi sessantacinque anni di carriera con l’antologica Valerio Adami. Pittore di idee, e nel 2025 il suo novantesimo compleanno è stato festeggiato con numerose mostre, tra cui la presentazione del monumentale trittico Intolerance (1974) ad Art Basel Unlimited. Nel 2026 torna a esporre a New York, a oltre vent’anni dall’ultima personale in città, con Alice in the Land of Violence alla David Nolan Gallery. Dal 2021 l’Archivio Valerio Adami, costituito dalla famiglia, ne tutela e documenta l’opera. Ancora oggi, la sua pittura si distingue per la capacità di trasformare l’immagine in un campo di riflessione critica e culturale.

Valerio Adami alla Repetto Gallery

L’autenticità delle opere di Adami è certificata dall’Archivio Valerio Adami, che sta lavorando al Catalogo Generale dell’artista. Per informazioni sui dipinti originali di Adami disponibili, contatta la galleria.