Giovanni Anselmo nacque il 5 agosto 1934 a Borgofranco d’Ivrea, in provincia di Torino. Artista autodidatta, si dedicò inizialmente alla pittura, orientandosi poi verso sculture create con oggetti di recupero e materiali di uso quotidiano. Decisiva per la sua ricerca fu un’esperienza vissuta all’alba del 16 agosto 1965 sulla cima dello Stromboli, documentata nella fotografia La mia ombra proiettata verso l’infinito sulla cima dello Stromboli durante l’alba del 16 agosto 1965: da quel momento il suo lavoro si concentrò sulle forze e le energie che agiscono nell’universo.
Nel 1967 partecipò alla mostra Con temp l’azione, allestita contemporaneamente in tre gallerie torinesi, ed entrò a far parte del nucleo originario dell’Arte Povera, il movimento riunito dal critico Germano Celant insieme ad artisti come Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Jannis Kounellis, Giulio Paolini e Michelangelo Pistoletto. Nel 1968 tenne la sua prima personale alla Galleria Sperone di Torino e partecipò alla mostra Arte Povera + Azioni Povere negli Antichi Arsenali di Amalfi, presentando un’opera in cotone e acqua.
Al 1968 risale anche Senza titolo (Struttura che mangia), in cui un cespo di lattuga trattiene tra due blocchi di granito una tensione destinata a cedere con il deperire della materia organica. Nelle stesse ricerche nascono le Direzioni, in cui un ago magnetico indica il nord, e lavori come Trespolo (1969), che combina pietra, ferro, acqua, pane e zucchero.
La sua ricerca ottenne presto un riconoscimento internazionale. Nel 1969 partecipò alla mostra seminale When Attitudes Become Form alla Kunsthalle di Berna, dove presentò Torsione, una delle opere più emblematiche della sua produzione: strisce di pelle bovina, fissate in un blocco di cemento, attorcigliate il più possibile attorno a un’asta di legno fissata alla parete, che rendono visibile una forza di tensione permanente.
A partire dagli anni Settanta sviluppò il ciclo Infinito. Il titolo non era un’allusione metafisica, ma descriveva opere sospese per sempre nell’equilibrio tra lo spazio fisico e quello cosmico, come risultato di trasformazioni temporali e ambientali. In questi anni sostituì spesso i materiali con le parole, come in Particolare (1972), dove la parola “particolare” proiettata da una diapositiva si posa sulle superfici e sui corpi che incontra. Del 1970 è la fotografia Lato destro.
Partecipò a Documenta V (1972) e Documenta VII (1982) a Kassel e alla Biennale di Venezia nel 1978, nel 1980 e nel 1990, anno in cui ricevette il Leone d’Oro per la pittura. Gli è stato conferito inoltre il Premio “Presidente della Repubblica” dell’Accademia Nazionale di San Luca. Nella produzione più recente indagò le tensioni legate all’energia, ai campi magnetici e ai contrasti che permettono di liberare e rappresentare la vitalità, come in Mentre la terra si orienta.
Le sue opere fanno parte delle collezioni permanenti di musei quali il Museum of Modern Art di New York, la Tate di Londra, il Centre Pompidou di Parigi, la National Gallery of Art di Washington, il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, il MAMbo di Bologna e il Museo MADRE di Napoli. Visse tra Torino e l’isola di Stromboli e morì a Torino il 18 dicembre 2023. Nel 2024 il Guggenheim Museum Bilbao gli ha dedicato la più ampia retrospettiva della sua carriera, seguita nello stesso anno da una mostra al MAXXI di Roma.
Dal 19 settembre al 18 dicembre 2026 Repetto Gallery presenta a Lugano la prima mostra personale di Giovanni Anselmo nella Svizzera italiana. Otto opere iconiche, che attraversano oltre cinquant’anni di ricerca, ne ripercorrono i temi fondanti: la gravità, il magnetismo, l’energia e l’infinito. Tra queste, la luce proiettata di Particolare (1972–2026), i precari equilibri di due Senza titolo (1984; 1989–90) e Mentre la terra si orienta (2002–2026). La mostra, che inaugura un ciclo dedicato agli artisti dell’Arte Povera, è accompagnata da un catalogo bilingue pubblicato da Silvana Editoriale, con un saggio di Paolo Repetto.
Scopri la mostra di Giovanni Anselmo oppure visita il tour virtuale. Per informazioni sulla disponibilità delle opere dell’artista, contatta la galleria.